Spiritualità

Shadow work – come vedere e integrare l’ombra

Fare i conti con il proprio essere stanche, senza motivazione, incostanti, fare i conti con la propria tendenza a giudicare senza conoscere, ad arrabbiarsi o a reagire in maniera spropositata rispetto a ciò che abbiamo davanti “senza un reale motivo” può essere incredibilmente frustrante.⠀ Guardare la propria fallibilità messa così chiara davanti a noi può creare un spazio vuoto, buio, enorme quanto un abisso (che, te lo voglio ricordare, è condiviso da ogni persona in questo mondo).⠀ Ma siamo anche questo. Vedere la propria Ombra significa ritornare ad essere umili nella scoperta di sé, significa ricordarsi di nuovo della propria natura ricca di sfumature.⠀Vedere la propria Ombra è anche una scelta: continuare a vivere allo stesso modo oppure aprirsi un po’ di più alla conoscenza di chi si è.⠀ Come cominciare a vedere e riconoscere i propri lati ombra: 1) Inizia a fare delle pratiche di presenza.2) Stabilisci come intenzione la volontà di conoscere questo lato di te. 3) Inizia a notare quando ti senti infastidita, quando ti trovi a giudicare qualcuno o qualche situazione (abituati cioè a riconoscere le proiezioni). 4) Grazie all’esperienza data dalle pratiche di presenza quotidiane, inizia a mettere una pausa tra lo stimolo che ricevi dall’esterno e i pensieri o le reazioni che hai. 5) Passa ad un’azione più concreta: ora che riesci a notare quelle dinamiche, scrivilo sul diario. Ti aiuterà a riflettere in maniera più critica su ciò che è successo fuori e dentro di te. 

Come iniziare a meditare

Come ti ho già raccontato in questo articolo, secondo me la meditazione ti può aiutare a collegarti alla tua voce interiore e a creare uno spazio per osservare con presenza i tuoi pensieri e le tue emozioni. So però che forse anche tu potresti avere dei preconcetti nei confronti di questa pratica, collegandola a qualche strano individuo che nella propria comunicazione afferma che è l’unico modo per ottenere chissà che cosa o è l’unica via per essere davvero spirituali. 😅E ora potresti averla collegata a tutto un mondo, ad un determinato modo di essere e di agire che non ti rispecchia, per cui soltanto al pensiero ti dà fastidio la parola meditazione.  Ci sta! Però voglio farti vedere anche la mia visione della meditazione, quella lontana da questo mondo. Niente dogmi, niente obblighi.Io sono per il provare, per il fare esperienza e nel decidere poi da sé (dando però un po’ di tempo a quella determinata pratica).  Quindi, se vuoi dare una possibilità alla meditazione o se in generale non hai preconcetti e, anzi, saresti curiosa di provare, ecco qui una lista di punti che puoi seguire per facilitare questa esperienza. 👇🏻👇🏻 Come iniziare a meditare Sii curiosa e non ti giudicare: la meditazione non deve essere vissuta in un modo preciso. È un’esperienza, un momento per te. Apriti a ciò che di nuovo puoi sperimentare nel nuovo giorno di pratica. Parti con poco: come per qualsiasi abitudine, è meglio iniziare con una durata breve e farla diventare una pratica costante. Sì, anche 5 minuti vanno bene.  Scegli la pratica con cui iniziare: vuoi meditare da sola e concentrarti sul respiro? Oppure preferisci seguire una meditazione guidata?  Trova una posizione comoda: se non riesci a stare per tutta la durata della pratica a terra con le gambe incrociate, puoi stare seduta su una sedia, coi piedi ben piantati a terra e la schiena morbidamente dritta. Prenditi qualche minuto di silenzio dopo aver praticato: ti aiuterà ad integrare di più l’esperienza vissuta durante la meditazione e ti permetterai un momento di transizione prima di dedicarti alla tua giornata. Plus per la costanza:  Decidi il momento della giornata in cui ti è più comodo dedicartici e crea lo spazio in agenda per questa attività. Scegli il luogo in cui meditare: con il tempo ti verrà più semplice entrare nello stato meditativo se mediterai spesso nello stesso posto. Fidati della tua scelta anche quando comincerai a sentire la voce che ti suggerirà di rimandare (aka la resistenza mentale). 👉🏻👉🏻 Se vuoi essere guidata e avere già a disposizione degli strumenti per creare la tua pratica (meditazioni, esercizi per la respirazione, spunti per il journaling) ti aspetto nel percorso gratuito Trova il tuo centro (in un mondo allo sfascio). 🌱

Perché dovresti iniziare a meditare

La meditazione è una pratica che può aiutarti a connetterti alla tua voce interiore, ad osservare senza attaccamento i tuoi pensieri e le tue emozioni e a portare questa attitudine non soltanto nel momento stesso della pratica, ma ogni volta che ne hai bisogno.  Quando meditare Quando ti senti sopraffatta, confusa, non ti senti collegata a te stessa, non sai che scelta prendere o ti sembra di fare le cose soltanto per farle e perdi di vista il motivo per cui le hai cominciate, quando ti rendi conto di evitare di metterti in gioco o di “vivere davvero”, la meditazione ti aiuta a creare uno spazio in cui puoi permetterti di sentire, di vedere quali sono i pensieri automatici che partono nella tua mente e con cosa stai evitando di confrontarti.  Hai presente quei pensieri che scorrono velocemente, senza sosta, che fanno collegamenti che ad un primo momento sembrano avere senso? Ma in realtà appena ti concedi uno spazio di pausa, come durante la meditazione, per fortuna inizia ad insinuarsi il dubbio (o la ragione):  Meditare è uno dei modi che ti puoi permettere per prenderti cura di te davvero, su svariati livelli del tuo essere.  La mia esperienza con la meditazione (con me stessa e le clienti) Io ho iniziato a meditare ormai 7-8 anni fa, quotidianamente (che non vuol dire che non salti mai dei giorni o dei periodi).  Da che mi ricordo sono sempre stata introversa, mi ricarico stando da sola, in contemplazione, ho bisogno di silenzio e di pratiche che mi nutrano.Per cui per me cominciare a meditare è stato abbastanza naturale, anche se pure io ho avuto i miei dubbi iniziali (ma sto facendo bene? Mi sto concentrando sulla cosa giusta? Ma quindi così sto meditando?). 😂 Per fortuna in quei casi mi è venuta in soccorso la mia capacità di accettare l’esperienza e le cose così come sono, senza giudizio (ed è quello che suggerisco di fare anche a te!). Visto che volevo diventasse una pratica quotidiana e a lungo termine, per tantissimo tempo ho meditato per “soli” 5 minuti al giorno. Soltanto dopo e quando ho voluto, ho aumentato per il tempo che sentivo giusto per me, a volte “sfidandomi” un po’.  È stato un aumento regolare? Assolutamente NO.Non esiste questo aumento regolare all’infinito.C’è stato un periodo di aumento, un altro in cui sono ritornata ai miei 5 minuti, altri in cui addirittura me ne sono fatti bastare 3.  Tra persone che conosco e tra le mie clienti, non conosco nessuno che non abbia trovato benefici meditando; un problema nasce quando quello spazio lo si deve creare da soli per se stessi.  I possibili ostacoli con la meditazione L’ostacolo non è tanto quello di essere capaci di meditare (che poi si può sempre essere guidati nel farlo), ma quello di avere una capacità emotiva tale da crearsi da soli degli spazi per attività che nutrano il proprio benessere.Insomma, bisogna educarsi alla cura di sé (hai mai sentito parlare di reparenting?). Un altro ostacolo che potresti incontrare è quello di credere che una certa pratica non faccia per te dopo poco tempo.  Forse anche in questo mi distanzio da tanti professionisti del mio settore, ma io non credo che le pratiche da portare avanti per prenderti cura di te stessa debbano per forza essere piacevoli fin da subito, o che tu debba essere in grado di portarle avanti senza sforzo.Sicuramente non vogliamo fare cose che non sono nostre davvero (e questo credo tu lo abbia capito da quello che dico, no?) ma quando incontri la fatica e la “noia” (che probabilmente è resistenza mentale) entra in gioco la disciplina. Quindi, se dopo aver combattuto con la resistenza mentale mi dirai di avere ancora problemi con la pratica vera e propria, allora ci penseremo!

Comincia la tua pratica spirituale

Quando ho cominciato un percorso per occuparmi degli attacchi di panico che arrivavano inaspettati e l’ansia che attanagliava le mie giornate, ho fatto caso alle emozioni che provavo più spesso e alle mie abitudini mentali. L’ansia e gli attacchi di panico nascondevano un bagaglio emotivo che avevo completamente messo da parte e di cui non mi ero più occupata.Non avrei mai pensato che si sarebbe fatto notare in questo modo: neanche sapevo cosa fosse un attacco di panico! In quello stesso periodo di forte stress emotivo, ho cominciato ad avere anche alcuni problemi fisici, che poi si sono cronicizzati.È così che ho imparato a prendermi cura di me, anche sul piano “pratico”.Ma il cambio, senza dubbio, è stato prima di tutto interno. I cambiamenti attraverso la pratica L’approccio al mio mondo interiore divenne una pratica abituale: ho cominciato ad interessarmi con curiosità a ciò che vivevo, al modo in cui lo vivevo, ai miei pensieri, alle emozioni che andavano e poi ritornavano. Questa attenzione consapevole verso il mio mondo interiore (perché riflessiva ed introversa lo ero stata sempre) mi ha portato poi ad avviare un rapporto con il mio Sé. Ho iniziato a passo lento: 3 minuti di respirazione consapevole, 5 minuti di meditazione, qualche minuto di scrittura immersa nel mio flow.E, soprattutto, ho cominciato ad osservare me stessa e il mondo circostante con uno sguardo ancora più critico e pieno di meraviglia. I punti da seguire – secondo me – per impegnarti nella tua pratica Informati sulle pratiche principali, sulla loro tradizione e benefici. Sperimenta una o due attività. Fatti una tua idea sulla pratica che stai portando avanti (ma portala avanti per almeno un mese o due… altrimenti spesso è soltanto resistenza mentale). Personalizza: scegli l’orario in cui preferisci farla, il luogo, fatti ispirare anche da ciò che ti piace fare (es. se ti piace colorare potresti collegarti al tuo interno attraverso questa attività). Datti tempo: per lavorare su degli aspetti di sé c’è bisogno di tempo, costanza, approfondimento, conoscenza di sé. Prenditi una parte di responsabilità per realizzare i cambiamenti che vuoi: anche se non possiamo controllare tutto (per fortuna!), qualcosa dipende da noi. Se ti rendi conto di aver bisogno di conoscere quali sono queste pratiche principali e che non hai proprio idea di come stabilire una tua pratica, puoi iscriverti al mio percorso gratuito Trova il tuo centro (in un mondo allo sfascio) che ti guida passo dopo passo alla creazione del tuo rituale di centratura.

L’inverno nel tuo percorso interiore

Se vuoi dedicarti al tuo percorso spirituale in maniera costante, ti può essere molto utile cominciare ad avvicinarti alla ciclicità. Personalmente mi allineo ai cicli delle stagioni (più recentemente) e della luna, così che possa usare al meglio l’energia disponibile nel periodo per osservarmi ed osservare ciò che accade con maggiore consapevolezza.  Il lavoro viene facilitato. L’inverno e la sua simbologia Quando l’inverno arriva facciamo esperienza del momento più buio dell’anno.L’oscurità è completa, tutto si ferma, si spoglia.Poiché inclusa nel ciclo della vita, anche questa in realtà è una fase di stasi apparente: nel terreno tutto si prepara per la successiva fase di fertilità.  L’inverno è attraversato dall’energia di tre segni zodiacali: il capricorno, l’aquario e i pesci, che rappresentano stadi diversi di questa stagione. ▸ Se col capricorno diamo il via alla stagione, con l’aquario comincia la seconda fase dell’inverno e “le sementi assimilano i nutrimenti essenziali al germinare della nuova vita.”▸ Coi pesci invece arriviamo alla fine del periodo invernale: il freddo comincia a farsi più tiepido, arrivano le piogge e la rigidità dell’inverno lascia spazio alla nuova rinascita che si concretizzerà con il ciclo dell’ariete.  Come sfruttare l’energia disponibile per il tuo percorso spirituale Questa propensione verso l’interno, verso la lentezza, la pausa, può metterci in difficoltà.  In una società come la nostra improntata sulla produttività e la performance, fermarsi e stare nel vuoto può sembrare spaventoso. Può farci allontanare da noi stesse. Sfuggiamo al riposo, non lo consideriamo più parte della nostra vita, dei nostri percorsi spirituali e anche del normale processo di creazione (parlo anche di progetti, idee).Ma quando non ci permettiamo di fare esperienza di una fase così importante del ciclo vitale, non ci permettiamo di vivere appieno.  Questo è il momento della profondità, della riflessione, del riparo, della consapevolezza di ciò che è stato per ripartire più pronte per il prossimo ciclo stagionale.  Come puoi accogliere l’inverno nel tuo percorso interiore con dolcezza?  Prenditi qualche momento, ogni giorno, per riposare o stare senza fare nulla. Spegni il cellulare o togli le notifiche e goditi la compagnia delle persone che ami e la tua. Ripensa all’anno appena attraversato, le sfide che hai affrontato, le situazioni o le persone che hai lasciato andare o che sono uscite naturalmente dalla tua vita. Vai nella natura e osserva il cambiamento che vive la Terra in questa fase dell’anno, goditi il freddo sul viso e l’aria frizzante. Rallenta i tuoi ritmi, riduci le cose da fare, riprogrammale tra qualche settimana. Rifletti sul modo in cui gli ideali della società in cui viviamo influenza il tuo rapporto con il riposo. La professionista della stagione: cosa puoi fare per connetterti all’inverno, con Valentina Vico Abbiamo detto che l’inverno è periodo di stasi, di riposo, di pieno ritorno all’interno. Valentina Vico, sciamana della lentezza, ci dà qualche suggerimento sul modo in cui possiamo integrare questa lentezza nella nostra quotidianità.  Integrare la Lentezza come atteggiamento mentale nel quotidiano significa prendere atto del proprio tempo interiore, accettarlo, onorarlo e nutrirlo. Questo non significa dover condurre una vita da eremita o da asceta, ma concedersi spazio, anche nel caos di ogni giorno, per fermarsi e rivolgere i sensi all’interno. Le pratiche che consiglio sempre alle mie clienti sono, per esempio, la respirazione consapevole e la ri-connessione al proprio intuito e sentire, con esercizi di meditazione attiva, scrittura emozionale, visualizzazione.Ma anche dare spazio nella giornata a tutti quei gesti che ci fanno stare bene: riscoprire il piacere fine a se stesso ed il vuoto di tempo che genera noia feconda e creativa. Il tempo del dare niente non è una colpa, ma una cura. Qui puoi trovare l’intervista completa che ho fatto a Valentina: se vuoi scoprire altri consigli preziosi per connetterti al tuo tempo interiore, vieni a leggerlo. ✨

Il segno del sagittario e il percorso spirituale

Se vuoi dedicarti al tuo percorso spirituale in maniera costante, ti può essere molto utile cominciare ad avvicinarti alla ciclicità. Personalmente mi allineo ai cicli delle stagioni (più recentemente) e della luna, così che possa usare al meglio l’energia disponibile nel periodo per osservarmi ed osservare ciò che accade con maggiore consapevolezza.  Il lavoro viene facilitato. Il segno del Sagittario “Ciò che ti è estraneo, ti arricchisce”. – La luna, Roberta Zanetti È cominciato il ciclo lunare del Sagittario. Segno di fuoco, il suo glifo è rappresentato da una freccia rivolta verso l’alto: “il Sagittario proietta verso un fine ciò che lo Scorpione ha accumulato e trasformato”. La sua direzione infatti è quella della conoscenza superiore, una tensione che vuole portare l’uomo alla conoscenza di una Verità più alta. Il segno del Sagittario è rappresentato dalla figura del Centauro, quella figura mitica in cui la parte inferiore del corpo è quella di un cavallo mentre quella superiore è umana. Come in qualsiasi segno, anche qui troviamo delle caratteristiche ambivalenti: l’aspirazione ad andare oltre è accompagnata da una grande violenza degli istinti.  Violenza, inganno, possessività e brama sessuale da un lato, saggezza, sapere, bontà, equilibrio dall’altro.  Il Sagittario è associato alla nona casa, che è definita “la casa del lontano” poiché fa riferimento ai viaggi (interni ed esterni), al contatto con il mondo, persone straniere, andare lontano per ampliare la propria visione del mondoÈ infatti anche la casa della filosofia: studiando, approfondendo, conoscendo altre verità, possiamo ampliare la nostra concezione delle cose e di noi stessi.  Come sfruttare l’energia disponibile per il tuo percorso spirituale Scrivi le intenzioni durante la luna nuova. Questo è un momento perfetto (a meno che non ci siano eclissi) per scrivere quali sono le intenzioni che vuoi “incarnare” (è la traduzione terribile per “embody”) nei prossimi 6 mesi. I temi sono quelli del Sagittario: come puoi sentirti libera, su che cosa puoi cambiare o ampliare la tua prospettiva, in che modo puoi esplorare il mondo, la ricerca del tuo scopo di vita. Scopri cos’è la missione animica. Imparare a conoscere il tragitto su cui viaggia la nostra anima può essere molto utile per interpretare in maniera più ampia e consapevole ciò che sta accadendo, o è già accaduto, nella tua vita.  Rifletti sui temi del Sagittario attraverso queste domande: ▸ Cosa significa per te essere libera?▸ Come puoi permetterti di sentirti più libera? Quali sono le decisioni che ti aiuterebbero a farlo?▸ Quale posizione fissa ti sta facendo vivere male una certa situazione della tua vita? Come puoi vederla diversamente? Prova a metterti nei panni di un’altra persona. ▸ Come puoi inserire la leggerezza nella tua vita? Come puoi coltivare la tua curiosità?▸ Cosa pensi dello scopo di vita? Pensi di averne uno?  Esercizi della coach ▸ La visualizzazione del futuro-sé. Questa è una tecnica molto potente per capire qual è il cambiamento che vogliamo realizzare davvero. Si tratta di una  trasformazione interiore: connetterci con il come vogliamo sentirci e con chi vogliamo diventare. È utile sia per avere ben chiaro la strada che vogliamo percorrere sia per distaccarci un attimo dalla nostra realtà momentanea (soprattutto se ci sentiamo confuse, non vediamo alternative, ci sentiamo soffocate dalle condizioni in cui stiamo vivendo) per concentrarci invece su un altro momento, più favorevole, che ci aiuterà a farci vedere nuove possibilità. Altri consigli Pianifica i prossimi 3 mesi: come vuoi essere a Marzo 2022?  Partecipa a delle attività e conosci nuova gente. Fai qualcosa di spontaneo e che ti diverta. “Il sagittariano varca la Soglia di un regno che soltanto lo Scorpione ha indicato col suo Guardiano; da qui in poi, l’individuo corre verso un destino che lo porti fuori di sé, oltre se stesso”.